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Lunedì 10 luglio 2017 - 13:24

Ricerca, sequenziato genoma del farro: risposte per l’agricoltura

Pubblicato su Science il lavoro cui ha partecipato anche il Crea
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incontri donne a brescia Roma, 10 lug. (askanews) – Anche il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia) con il suo Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica, ha contribuito al sequenziamento del genoma del farro selvatico – il progenitore del nostro frumento – appena pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science” da un team internazionale guidato dall’Università di Tel Aviv. Si tratta del primo sequenziamento realizzato ad alta risoluzione per il frumento, con un livello qualitativo mai raggiunto in precedenza, che consente una lettura molto dettagliata, nonostante il genoma del farro selvatico sia circa il triplo di quello umano.

bakeka palermo it “Il CREA Genomica e Bioinformatica – ha spiegato il suo direttore Luigi Cattivelli – ha partecipato con le proprie competenze bioinformatiche all’identificazione della funzione dei geni, cioè la parte più interessante per la genomica del futuro, poichè permette di svelare i meccanismi di accensione e spegnimento coordinati degli oltre 65.000 geni presenti nel genoma del farro selvatico”. Un traguardo ancora più importante se si considera che il suo sequenziamento ad alta risoluzione apre la strada a quelli di frumento duro e tenero, attesi nei prossimi mesi. “Questo studio – ha aggiunto Cattivelli – oltre a rappresentare il punto di partenza per comprendere le piante, offre anche l’opportunità di scoprire nel germoplasma selvatico geni utili per il miglioramento genetico dei frumenti moderni, come ad esempio i geni di resistenza a malattie o di resistenza a stress idrici e termici. Già ora, presso il CREA Genomica e Bioinformatica, le conoscenze sul genoma del farro selvatico sono utilizzate per “scandagliare” ampie collezioni di frumenti selvatici alla ricerca di geni utili da introdurre in futuro nei frumenti coltivati. D’altronde – ha concluso il ricercatore – la posta in gioco è davvero elevata, visto che questi cereali forniscono ben il 20% delle calorie che l’uomo consuma sulla terra”.

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